giovedì 01 Settembre 2016 - h 10:27

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Helander: la carriera

Ottavo svedese della storia del nostro club, centrale difensivo di grande impatto fisico, Helander è forte nel gioco aereo e dimostra grande senso della posizione. Nativo di Malmö, città all’estremo sud della Svezia, con la formazione locale ha sviluppato gli inizi della sua carriera professionistica, debuttando 18enne in Allsvenskan e facendo subito parlare di sè come di uno dei difensori più validi per il suo Paese in ottica futura.

Carismatico e applicato, nonostante la giovane età ama guidare i compagni di retroguardia e prendersi la responsabilità della coordinazione dei movimenti di un intero reparto: la grande chance di emergere gli viene data dopo la partenza della colonna Jansson destinazione Torino: promosso titolare indiscusso nella stagione 2014, Filip inizia a far vedere le cose migliori del suo repertorio. Ed è proprio il 2014 l’anno della svolta, con la vittoria dello scudetto – il secondo di fila, ma stavolta da primattore – col Malmö, la qualificazione alla Champions League e la partecipazione fino alla fase ai gironi dell’edizione successiva: Helander colleziona 9 presenze nella massima competizione continentale, sebbene il girone sia improbo per gli svedesi che si devono arrendere a Juventus, Atletico Madrid e Olympiakos.

Nel frattempo il nostro è anche pilastro difensivo della Nazionale Under21, giocando in coppia con Milosevic in una collaudata linea a 4 che compie un cammino trionfale fino alla conquista del titolo europeo di categoria, nel giugno 2015 in Repubblica Ceca: la Svezia del ct Ericson si laurea Campione superando il Portogallo in finale ai calci di rigore. Sui giovani scandinavi tutto il continente mette gli occhi, il fascino della nostra Serie A convince Filip ad accettare Verona, nel successivo mese di luglio, ma l’annata gialloblù diventa ben presto complicata fino al brutto epilogo finale. Insieme a Moras al centro della retroguardia, Helander colleziona 24 presenze al primo approccio con la massima serie italiana, e si toglie anche lo sfizio di due gol realizzati, sempre su inserimenti di testa, contro Lazio ed Inter.

Dall’agosto 2016 passa in rossoblù a titolo temporaneo con obbligo di riscatto.

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