sabato 21 Maggio 2022 - h 21:11

SHARE

La prima volta di Riccardo Stivanello

Nato il 24 aprile 2004 a Dolo (VE), Stivanello è un difensore centrale di piede destro, alto 186 cm e di peso 78.5 kg. Trasferitosi sotto le Due Torri dal Cittadella durante la finestra di mercato estiva della stagione 2018-2019, si è aggregato al gruppo dell’Under 15 di Francesco Morara, giocando 21 partite, di cui tre da subentrato.

Nell’annata seguente ha proseguito il percorso di crescita nell’Under 16 di Denis Biavati, vincendo il torneo International Helvetia Cup, scendendo in campo in tutte le 19 gare di campionato – di cui solo una da subentrato – e andando in gol nell’ultima occasione utile, quando con il 3-0 alla Spal i rossoblù avevano di fatto chiuso la stagione, prima dell’interruzione causa Covid. Dopodiché, è stato pilastro dell’Under 17 di Luca Vigiani, rendendosi protagonista in 9 partite, con una squadra capace di arrivare fino in semifinale Scudetto. Nella stagione ormai volta al termine, l’allenatore ha voluto portare con sé il difensore nella nuova avventura in Primavera, facendo di lui un punto fermo con 30 presenze – per un totale di 2685 minuti, il secondo giocatore più utilizzato dietro al portiere Nicola Bagnolini – e due reti. Inoltre, nella stagione corrente conta anche una presenza in Coppa Italia di categoria e Under 18.

In seguito a quattro convocazioni in Prima Squadra, mister Mihajlovic lo ha fatto debuttare in Serie A oggi, sabato 21 maggio, in casa del Genoa.

In quest’annata ha trovato anche le prime soddisfazioni in ambito azzurro, venendo chiamato due volte dall’Under 19 di Carmine Nunziata e altrettante dall’Under 18 di Daniele Franceschini.

Le dichiarazioni di Daniele Corazza, Responsabile del Settore Giovanile.
«Al tredicesimo anno d’età, Riccardo era stato attenzionato da molte squadre, ma ha scelto il nostro progetto di Settore Giovanile. Si è ambientato subito bene, ed è stato sempre un titolare in tutta la trafila del vivaio: è migliorato molto, anche da un punto di vista mentale, risultando determinante all’interno del gruppo.
Al suo arrivo era stato preferito ad altri giocatori perché in lui vedevamo maggiore prospettiva assoluta, ovvero l’esatta evoluzione che poi ha avuto: nel nostro Settore Giovanile abbiamo fatto diventare qualità quelle che erano solo potenzialità».

Le dichiarazioni di Luca Vigiani, allenatore della Primavera ed ex Under 17.
«“Stiva”, in Under 17, è cresciuto sotto tutti gli aspetti: fisico, costruzione di gioco, riconoscimento di fase difensiva e offensiva. Le qualità che ha, poi, hanno fatto in modo di attirare attenzione nei suoi confronti.
Passando alla Primavera, in questa stagione ha vestito il ruolo di vice-capitano: le sue parole avevano peso nella squadra, un leader tecnico diventato riferimento anche motivazionale per i compagni. Per questo, la scelta della fascia quando mancava Matias Rocchi è ricaduta su di lui: ha interpretato benissimo questo ruolo. Inoltre, è passato a lavorare da una difesa a quattro a una difesa a tre grazie al riconoscimento degli spazi, oltre che alla capacità di palleggiare e gestire il pallone”.

Le dichiarazioni di Denis Biavati, allenatore dell’Under 17 ed ex Under 16.
«La linea difensiva classe 2004 si è mantenuta nei primi tre anni di Settore Giovanile: soprattutto, Riccardo e Mattia Motolese sono stati i pilastri che hanno conservato il posto anche in questa stagione di Primavera. Stivanello – nella mia annata – è cresciuto di personalità, perché è un ragazzo molto tranquillo, silenzioso ed educato. È eccezionale, con doti indubbie, mostrate in maniera definitiva quando ha cominciando a prendere coraggio, iniziando a farsi sentire in campo. Con l’aumentare del livello dei campionati, poi, è stato capace anche lui di fare gli step necessari, fino ad arrivare all’esordio in Prima Squadra».

Francesco Morara, supervisore dell’Academy di Montreal ed ex Under 15.
«Riccardo è sempre stato un ragazzo molto maturo, già pronto dal punto di vista professionale e si è sempre allenato bene: non ho mai avuto bisogno di riprenderlo per chiedergli quel qualcosa in più perché l’ha sempre fatto da solo. Come sappiamo bene, questo aspetto mentale è un valore aggiunto negli anni a venire, perché se in Under 14 o Under 15 arrivi per qualità tecniche, quelle che ti fanno mantenere il livello sono proprio quelle mentali.
In categoria faceva delle ottime partite, ma non delle grandissime prestazioni: forse non era ancora consapevole dei suoi mezzi, perché chiaramente a quell’età non hai ancora quella sicurezza che poi acquisisci più avanti. Se prima si notava fosse un ottimo prospetto, il grande cambiamento è stato dovuto al rendersi conto di che mezzi fosse provvisto».

SHARE