sabato 21 Maggio 2022 - h 21:02

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La prima volta di Nicola Bagnolini

Nato il 14 marzo 2004 a Cesena (FC), Bagnolini è un portiere di piede destro, alto 194 cm e di peso 93 kg. Trasferitosi sotto le Due Torri da svincolato durante la finestra di mercato estiva della stagione 2018-2019, si è aggregato al gruppo dell’Under 15 di Francesco Morara, giocando una partita, la prima del torneo contro l’Atalanta.
Nell’annata seguente, dopo la vittoria dell’International Helvetia Cup con l’Under 16 di Denis Biavati, ha giocato 10 gare sulle 19 totali, concluse a febbraio per lo stop dei campionati dovuto dal Covid: ha subìto 17 gol e registrato due clean sheet.
Durante la scorsa stagione viene promosso a terzo portiere della Primavera di Luciano Zauri, ma senza mai esordire; dopo aver preso parte a due test match con l’Under 17 di Luca Vigiani, aiuta la stessa formazione a difendere i pali ai Quarti di finale Scudetto contro il Benevento (2-1) e nel turno successivo contro il Genoa, quando i rossoblù abbandonano la competizione (1-3).
Adocchiato come giovane di prospettiva, lo stesso mister Vigiani lo promuove come uno dei tanti classe 2004 che caratterizzano la formazione titolare nel torneo Primavera 1 appena terminato. Difatti, il numero 1 difende i pali dal 1’ al 90’ in 32 occasioni, subendo 46 reti, ma arrivando a quota 10 porte inviolate: 6 nelle ultime 8 vittorie, e nello specifico subendo un solo gol al Centro Tecnico “N. Galli” nel girone di ritorno.

In seguito al raduno estivo a Pinzolo la scorsa estate e nove convocazioni in Prima Squadra, mister Mihajlovic lo ha fatto debuttare in Serie A oggi, sabato 21 maggio, in casa del Genoa.

Le dichiarazioni di Daniele Corazza, Responsabile del Settore Giovanile.
«Decisi di portarlo al Bologna per fargli cominciare un percorso formativo dato che si intravedevano qualità interessanti, nonostante fossimo coperti nel ruolo. Il primo anno ha fatto fatica, ma la sua grande applicazione e gli insegnamenti dei preparatori lo hanno portato al livello di oggi, è uno dei migliori portieri del campionato e vista anche la sua giovane età penso si meriterebbe la chiamata in Nazionale. È un ragazzo molto applicato che ha tanta voglia di allenarsi, ora non gli resta che continuare così e avere sempre più continuità. Sono contento del suo esordio perché ho seguito tutto il suo percorso: di lui conosco la famiglia e in particolare il nonno, il suo primo tifoso. Quando abbiamo firmato il primo contratto da professionista ho voluto dare grande risalto proprio alla figura del nonno perché nei primi anni, quando Nicola non era ancora qui in convitto, è stato importantissimo per dargli l’opportunità di allenarsi con noi facendo avanti e indietro da Savignano».

Le dichiarazioni di Gianluca Pagliuca, coordinatore dei portieri.
«Nonostante giocasse poco nei primi tempi, noi abbiamo avuto una grande considerazione di lui e lui ha contraccambiato con il lavoro, trovando definitivo spazio in questo campionato Primavera, disputato molto bene. Ha ancora ampi margini di miglioramento, perché anche all’inizio era ancora un po’ grezzo nel gioco con i piedi e in alcuni modi di parare, ma tutti insieme – con la sua collaborazione – abbiamo lavorato per renderlo sicuro delle proprie qualità.
Inoltre, è un ragazzo d’oro perché apprende ed è umile. Inoltre “afferra” con semplicità. Quest’anno ha dosato bene le giocate rischiose con quelle più facili: ha dato ascolto a me come agli altri preparatori con cui si è allenato, Andrea Sentimenti e Cosimo Cavallo».

Le dichiarazioni di Luca Vigiani, allenatore della Primavera, ex Under 17.
«Sono contento del suo esordio innanzitutto perché è un ragazzo eccezionale, di una disponibilità unica e a volte addirittura va frenato perché vorrebbe sempre lavorare, mentre il riposo fa parte del miglioramento. È un portiere con grandissime potenzialità, che ha già fatto vedere cose importanti. Ancora deve migliorare nella comunicazione e nel lasciarsi scivolare addosso qualche piccola incertezza, ma allo stesso tempo ha fatto grandi passi avanti proprio su questi aspetti, e ora ha tutto il tempo per progredire ulteriormente e imparare a gestire i piccoli errori. È chiaro che più continuità avrà nel giocare e più potrà acquisire certezze in un ruolo molto particolare come quello del portiere».

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