mercoledì 05 Agosto 2020 - h 14:49

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Il ricordo di mister Biavati a un anno dalla vittoria dell’International Helvetia U16 Cup

Il 4 agosto 2019, l’Under 16 di Denis Biavati alzava, sotto il cielo limpido di Lugano, la sua prima International Helvetia U16 Cup, al termine di quattro giorni in cui, arrivando fino alla finale, è scesa in campo sette volte in match da venti minuti a tempo. «In questo gruppo c’è della qualità importante» racconta il tecnico. «Io vedo un futuro roseo, è una squadra forte che non sbaglia gli scontri diretti: “non sbaglia” vuol dire che può anche perdere, ma l’approccio mentale è sempre quello giusto».

Inseriti nel gruppo B, i rossoblù hanno affrontato tutte le altre cinque concorrenti in un girone all’italiana battendo gli austriaci del Team Vorarlberg per 3-0 giovedì 1 agosto, l’Hellas Verona per 4-2 e gli svizzeri del F.C. Aarau per 2-0, tra la mattina e il pomeriggio di venerdì 2 agosto, nuovamente gli elvetici, ma del San Gallo, sconfitti per 2-0 e – infine – i tedeschi del Werder Brema (1-1) nella giornata di sabato 3 agosto. Approdati in semifinale, i rossoblù hanno avuto la meglio sul Rennes dopo la patta 1-1 dei tempi regolamentari, superandoli ai rigori per 4-3. Giunti in finale, in seguito a un nuovo pareggio al momento del triplice fischio (2-2), hanno battuto dagli undici metri i campioni uscenti del Benfica per 4-3.

Il trionfo dei nostri ragazzi non ha significato solamente un primo posto, ma anche la riconoscenza assoluta dell’esordio da parte di una squadra italiana alla manifestazione che si svolge ogni due anni a partire dal 2002: «Era stata una vittoria inaspettata» ricorda ancora mister Biavati. «perché era un torneo a cui partecipavano squadre di altissimo livello da vari paesi d’Europa». Ancor più soddisfacente perché la preparazione dei 2004 era iniziata “solamente” il 26 luglio: «E il primo agosto eravamo già lì a giocare: non ci eravamo nemmeno allenati nello specifico, dato che quei match dovevano essere utili per la preparazione: noi dello staff dovevamo conoscere i ragazzi, e loro dovevano fare altrettanto di noi».

Una delle più belle sorprese è stato sicuramente Nicolò Albieri, fondamentale nell’ipnotizzare i tiri dagli undici metri degli avversari e nominato miglior portiere del torneo: «Nicolò si è comportato molto bene in tutte le gare, ai rigori si è notata ancora di più la sua bravura nel leggere quello che poteva succedere. In generale, i ragazzi avevano affrontato bene tutte le sfide, dal punto di vista fisico e tattico, soprattutto perché abbiamo incontrato diversi modi di pensare e giocare il calcio: come il San Gallo, che aveva un’intensità altissima, o il Benfica, che faceva del palleggio il proprio punto di forza».

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